Lug 172020
 

Drug SafetyLa possibile associazione tra utilizzo di pregabalin (indicato per il dolore neuropatico, l’epilessia e il disturbo d’ansia generalizzato) e insufficienza cardiaca è stato valutato in uno studio di coorte effettuato sul database informatizzato del sistema sanitario Danese.

 

 

 

 

 

Pregabalin è un farmaco utilizzato nel trattamento del dolore neuropatico centrale e periferico, in alcune forme di epilessia e nel disturbo d’ansia generalizzato.

Lo spettro terapeutico di questa molecola è legata al suo meccanismo d’azione: esso si lega ai canali del calcio voltaggio-dipendenti presenti nel sistema nervoso centrale; questo legame determina una regolazione dell’eccitabilità neuronale, fattore che spesso è alterato in numerose patologie neurologiche. Questo meccanismo di azione è responsabile, tuttavia, anche di molti degli effetti non desiderati, in quanto l’attivazione di questi canali ionici presenti in vari altri tessuti può disturbare la regolare funzionalità di questi organi.

A tal proposito, è emerso recentemente nella comunità scientifica un possibile segnale di sicurezza: con l’aumento costante dell’utilizzo di pregabalin in tutto il mondo, si è ipotizzato un possibile rischio di peggioramento di pregressa insufficienza cardiaca.

Per valutare questo effetto sarebbe necessario eseguire uno studio clinico randomizzato, controllato e in doppio cieco su un certo numero di pazienti, ma si tratterebbe di una via difficilmente percorribile per più di un motivo. Un’alternativa, sia pur di inferiore “peso scientifico” dovuto all’impossibilità di determinare un vero e proprio nesso di causalità, è lo studio di coorte, che se effettuato su grandi numeri può quantomeno far emergere una eventuale associazione tra il farmaco e un effetto studiato.

Un gruppo di ricercatori danesi, che hanno a disposizione un database informatizzato nazionale ben strutturato sull’intera popolazione della Danimarca. ha quindi selezionato una coorte di pazienti con le seguenti caratteristiche: >50 anni, diagnosi di insufficienza cardiaca negli ultimi 10 anni, almeno una prescrizione di pregabalin o gabapentin (utilizzato nei calcoli come trattamento di controllo), escludendo pazienti con diagnosi di una qualsiasi malattia terminale, pregresso trapianto di cuore, recente ospedalizzazione. L’esito studiato è stato il peggioramento dell’insufficienza cardiaca, definito come una ospedalizzazione o morte dovuta a insufficienza cardiaca nei primi 90 giorni dopo la prescrizione di pregabalin.

Risultati

Sono stati identificati, tra il 2008 e il 2017, un totale di 1418 pazienti per il gruppo pregabalin e 4819 per il gabapentin. Di questi, dopo opportune valutazioni, sono stati inclusi 1395 pazienti per ognuna delle coorti. Si sono verificati 33 casi di peggioramento di insufficienza cardiaca nel primo gruppo e 43 nel secondo, il che ha generato un Hazard Ratio (HR) di 0.79 (95% CI 0.50-1.23) di pregabalin in confronto a gabapentin. Non si sono notate differenze nel rischio nell’analisi dei sottogruppi quali età, sesso e dose media di diuretici dell’ansa (in quanto possibile indicatore a sua volta del grado di insufficienza cardiaca) nell’ultimo anno.

Nell’analisi secondaria, l’HR associato all’uso di pregabalin per “morte per tutte le cause” è stato 1.42 (95% CI 1.11-1.82) e per “mortalità cardiovascolare” di 1.06 (95% CI 0.62-1.83), risultati che suggeriscono una maggiore mortalità rispetto alla popolazione generale dei pazienti che fanno uso di pregabalin, dovuto con ogni probabilità alle patologie sottostanti e non al farmaco in sé, che NON si traduce in aumento della mortalità di natura cardiovascolare.

Conclusioni

Questo studio di coorte sulla popolazione danese non fornisce evidenze a supporto di una associazione tra utilizzo di pregabalin e aumento del rischio di peggioramento di una condizione preesistente di insufficienza cardiaca.

 

Lund M, Poulsen G, Pasternak B, Worm Andersson N, Melbye M, Svanström H. Use of Pregabalin and Worsening Heart Failure: A Nationwide Cohort Study
[published online ahead of print, 2020 Jul 10]. Drug Saf. 2020; 10.1007/s40264-020-00969-6. doi:10.1007/s40264-020-00969-6

 

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